Crizia e i libri che ti danno le ali

Sin da piccola ho sempre avuto un ottimo rapporto con i libri,prima con quelli di favole,poi con romanzi, racconti storici,d’avventura e di molti altri generi.
Li ho sempre considerati, e li considero tutt’ora un luogo sicuro dove riflettere in tutta tranquillità, infatti ho fatto ricoprire ben tre pareti (la quarta è occupata dall’armadio a cabina) della mia camera da una grande libreria a parete piena di libri che ho letto minimo due volte.
Di ogni libro che mi appartiene conosco il profumo delle pagine, la storia e la posizione sullo scaffale; spesso ne compro di nuovi, e mamma un po’ si arrabbia perché vorrebbe che li regalassi o che li prestassi miei cugini o a mia sorella, invece io, ogni volta che ne compro uno nuovo, divento più gelosa di quelli vecchi.
Per me i libri non sono solo fonte di cultura, storia o altro, come di solito si pensa, secondo me sono anche vita, fantasia, colori vivaci, avventura ed emozioni, ognuno contiene nuovi mondi, ma per scoprire tutto ciò, ci si deve immedesimare, entrare nel libro e vivere nelle sue parole, immaginare paesaggi e personaggi, senza tralasciare mai nulla, nemmeno una sola parola, perché proprio quella potrebbe cambiare qualche cosa.
Su di loro puoi riversare rabbia, paura, gelosia, e per calmarti basta trovare il libro giusto, quello che asseconda le tue emozioni e sa tranquillizzarti con le sue parole.
A sei anni, per la prima volta ho perso una persona a me cara, nonno.
Ero triste, e un po’ arrabbiata, perché era andato via senza salutarmi, e non l’avrei rivisto mai più.
Persi tutta la mia fantasia, e iniziai a pensare solo a brutte cose, non mi confortavano le parole dei miei parenti, non volevo sentir parlare nessuno.
Mamma allora ebbe un’idea: perché non farmi capire e accettare l’accaduto con un libro?
Mi portò in libreria, e scelse lei un libro per me, si intitolava:
“Nina , la bambina della sesta luna” di Moony Witcher.
Ero meravigliata, e un po’ pensierosa, tuttavia una volta tornati a casa mi chiusi in camera, mi misi sotto il letto e iniziai a leggere: il libro parlava di una bambina, Nina, che con una telefonata scoprì la morte del nonno, solo il giorno dopo sarebbe dovuta partire per andarlo a trovare, invece lui era morto, così, senza avvisare, lei partì lo stesso e mantenne viva la propria fantasia e la felicità attraverso gli amici, i ricordi e il presente.
Dopo aver letto quel libro recuperai pian piano la fantasia, perché imparai a ricordare con il sorriso sia i momenti belli che quelli brutti, e solo da quel giorno imparai a capire il vero valore dei libri.
Sono pienamente d’accordo con Amos Oz, sul fatto che a volte disprezziamo i libri, ma loro restano lì, ad aspettarci.
Per ogni libro che viene letto si vive una nuova vita, leggendo il racconto della vita di Manzoni, si è presenti mentre l’autore scrive “I Promessi Sposi” e ci si potrebbe immaginare seduti su una sedia accanto a lui, oppure a guardarlo fuori da una finestra; io ho letto l’autobiografia di Khaled Hosseini, ed è come se mentre scriveva “Il Cacciatore Di Aquiloni”, “Mille Splendidi Soli” e “E L’Eco Rispose” io ero lì, ad osservare.
Qualche mese fa ho letto un libro che diceva:
“Un libro ti da le ali per permetterti di volare”
ed è vero.

Crizia

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