Sono un ragazzo di 18 anni e lo confesso, ero un bullo. Alle medie mi sentivo invisibile: non parlavo molto ed ero anche poco bello fisicamente. In prima Liceo, invece, il mio aspetto è cambiato e questo mi ha dato un forte senso di potere e di invincibilità; mi piaceva non essere più tra gli ultimi. Anzi, questi mi facevano ridere e li consideravo sfigati; io ormai ero entrato nel gruppo dei fighi e dei ricchi della scuola! Con il passare dei giorni ero sempre più il protagonista e ho iniziato a prenderli in giro, a fargli scherzi. I miei amici ridevano: ero un leader dopo tanti anni di solitudine e vergogna. Un pomeriggio un ragazzino che nemmeno conoscevo ha reagito ai miei insulti spingendomi a terra; non mi aspettavo una reazione così e, quando ho visto che la gente intorno rideva, ho perso il controllo e l’ho preso a botte. Quando il ragazzo ha cominciato a perdere sangue mi sono reso conto di ciò che avevo fatto. Ero immobile, scioccato e alla fine sono andato con lui in ospedale. Questo orribile episodio mi ha fatto capire tante cose e ora non faccio più bullismo, anche grazie all’aiuto di alcuni adulti che mi hanno saputo sostenere, ascoltare e seguire.