La mia è una storia di cyberbullismo. Sono Asia e non mi è mai piaciuto studiare: a fatica sono stata promossa in seconda e terza media e l’arrivo degli esami non mi ha fatto mettere la testa sui libri; mia mamma, incavolata nera, ha deciso di togliermi il cellulare per qualche settimana. E’ stato l’inizio della fine! Già prima di ciò ero considerata la strana della classe: nel gruppo Whatsapp della 3A non partecipavo alle conversazioni (per altro stupide!), non vestivo come tutte, avevo gusti musicali diversi e un ragazzo fisso da qualche mese con il quale mi sentivo in continuazione…ora cosa sarei stata?! Con mio stupore le cose erano invece migliorate: i compagni erano più socievoli e facevano i selfie con me. Dopo un mesetto ripresi in mano il cellulare e vidi arrivare centinaia di messaggi nel gruppo classe. Iniziai a scorrerli velocemente e non credetti ai miei occhi: c’erano le mie foto modificate, alcuni avevano scritto le confidenze che avevo fatto loro e altri mi prendevano in giro! Mi misi a piangere; per tutti quei giorni mi avevano ingannata e derisa!! Non me la sentivo in quel momento di parlare con i miei genitori ma avevo bisogno di aiuto, così decisi di chiamare Telefono Azzurro all’19696. Mi fu molto utile e grazie al supporto dell’operatrice trovai il coraggio di parlarne coi miei. Mia madre andò subito a colloquio dal Preside, il quale programmò una riunione con genitori e compagni di classe. Dopo essere stati ripresi i compagni mi chiesero scusa e non è più successo nulla di spiacevole. Ora sto meglio, anche se a scuola non si respira un clima molto sereno, e ho cominciato a studiare; non vedo l’ora di passare l’esame per andare alle superiori e ricominciare!