50 sfumature di web

E’ indubbio che la tecnologia sia una delle rivoluzioni più significative e caratteristiche di questo nostro secolo.
Ma come ogni rivoluzione che si rispetti, deve essere considerata in ogni suo aspetto, anche per quelli più ‘scomodi’ e negativi.
Perché se il web permette cose grandiose, come condividere i contenuti che più ci piacciono anche con persone che si trovano dall’altra parte del mondo, non è detto che migliorino l’interazione e i rapporti.
Soprattutto durante la fase adolescenziale, la più delicata, in cui anche una parola di troppo può essere ‘letale’.
Spesso diamo per scontato il fatto che solo i gesti concreti possano rappresentare qualcosa, sia nel bene che nel male, finendo per dimenticarci che anche le parole hanno un loro potere.
Ebbene sì, le parole feriscono.
Il web ha portato negli ultimissimi anni anche fenomeni tristemente conosciuti, come il cyberbullismo, ovvero un tipo di bullismo più ‘sottile’, che sembra essere invisibile, ma che ha conseguenze gravissime.
Perché è sotto gli occhi di tutti coloro che hanno accesso ad un sito, perché a differenza del bullismo fisico e diretto, non sempre si ha la possibilità di controbattere e difendersi, perché fraintendersi è questione di un attimo.
Senza tuttavia andare ad analizzare nel dettaglio questo terribile fenomeno, è importante capire quali effetti può avere il web sulle persone.
Partiamo dal presupposto che ciascuno ha ovviamente un carattere e una sensibilità differenti.
Domandiamoci però quanto possa essere giusto che una persona debba essere insultata, offesa e denigrata su un social network.
La vita REALE è già abbastanza complicata, senza andare ad aggiungere problemi ulteriori, non credete?
Anche perché, purtroppo non sempre la gente capisce i disagi degli altri, è difficile mettersi nei panni altrui.
Ma bisognerebbe anche imparare a tacere, ed ascoltare, la chiave di tanti problemi; la gente forse dimentica dei ragazzi che si sono tolti la vita perché perseguitati e derisi sul web.
O dei casi un po’ meno estremi, di ragazzi che se non si sono uccisi, hanno trovato altri modi per annientarsi.
Distruggersi.
Fisicamente e psicologicamente.
Parlo di autolesionismo, di anoressia e bulimia.
Parlo d persone che arrivano ad odiarsi a tal punto da non riuscire a guardarsi allo specchio, ad uscire di casa, a confrontarsi con il mondo esterno.
Parlo anche della semplice timidezza, di paranoie ed insicurezze che arrivano a condizionare ogni minimo gesto che decidi di compiere.
Parliamone, non tacciamo su questi argomenti, non rendiamoli tabù.
Sono purtroppo problemi all’ordine del giorno, che coinvolgono migliaia di adolescenti che per colpa del web entrano in crisi, in crisi con un mondo che non sentono loro.
Perché si chiedono come faccia un mondo virtuale ad essere tanto spietato, a volte.
Come faccia ad annullare le persone, per renderle TUTTE UGUALI, dei soldatini che, seguendo mode e tendenze del momento, diventano un immenso gregge per cui, se decidi di uscire, diventi ‘diverso’, ‘sbagliato’, ‘stupido’.
Ricordiamoci sempre, però, che dare la colpa al web equivale incolpare noi stessi.
Perché dietro ai computer o ai cellulari ci siamo noi, le persone, e soprattutto gli adolescenti.
E noi adolescenti dovremmo sentirci tutti uguali, sulla stessa barca, perché condividiamo gli stessi problemi e le stesse emozioni, e non distruggerci l’un l’altro.
Riflettiamo, allora: è giusto che un sito web influenzi la nostra vita, che limiti la nostra libertà e condizioni il nostro pensiero e il nostro modo di essere ed agire?

Roby

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